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E se morissi adesso
le mie spoglie mortali
sarebbero forse
più ornamentali della mia anima?

con una preghiera in mezzo ai seni
e le labbra ai colori del percepito

con le gambe accavallate
sullo spartito delle mie azioni

mi leggo nelle mani caustiche
il coraggio della presa

a stringere un sorriso
ho bisogno di tristezza

pittrice di atti pudichi
in luoghi osceni
dove rincorre la tenerezza
ogni sua passione di vita

nella processione di rose
al mio capezzale
mordo la spina
che sola aprì il varco

forse anche stavolta
dopo avere offerto l’ultima cena
sbaglierò il tempo
sul’orario di chiusura…

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