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Che ti galleggia il piede
quando sgrava
accomodarsi all’onda
le caviglie
che sole assaggiano
la polpa del mare
misurando il peso dell’acqua
che sale e sale porta
a discendere
in bianco filo di quando bacia
il verde
sulla pelle che porta il segno

e non è un tempo 
 che orienta le gambe
 

ma seduto
orizzonta
come il sole la sera
che saluta
due piedi
dall’angolatura che più interroga
e no! non lo vedi…
ha ribaltato un’onda
la nuvola che ci nasconda la notte
sottosopra  il cielo era un in lampo d’argento
e l’ho legato al polso a far da corona
al tempo perso
ai secondi contati
che ho smesso in un bicchiere
assieme alla pioggia che più non cade
nemmeno dalle palpebre asciutte
siamo sale
di un deserto in movimento…

                   

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