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 QUADRI DI UN ESPOSIZIONE  Omaggio a Mussorgskij

"La Musica prima di ogni altra cosa"   Paul Verlaine,  Arte Poetica

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La musica di  Modest Mussorgskij (1839-1881) fu molto in anticipo con il suo tempo, sia sul piano ritmico che su quello armonico, e nei fraseggi vocali e strumentali troviamo la tendenza a riprodurre in modo realistico le inflessioni del parlare quotidiano della lingua russa.

Tra le sue composizioni volevo qui ricordare la suite per pianoforte "Quadri di un esposizione", mirabilmente orchestrata in seguito da Ravel. La suite fu composta intorno al 1874 e dedicata alla memoria del suo amico, architetto e pittore Victor Hartmann, del quale Mussorgskij visitò una mostra postuma e della quale decise di illustrare le proprie "impressioni" sui dipinti.

L’opera risulta composta di due parti: una comprende cinque numeri dal medesimo titolo "Promenade", basati sullo stesso tema con il compito di raccordo. La Promenade, passeggiata, intende raffigurare il visitatore che si sposta da un quadro ad un altro. Il tema della Promenade si ripete varie volte, contribuendo a dare alla composizione carattere unitario, pur cambiando di volta in volta in colore e significato, per comunicare o preannunciare i diversi sentimenti di Mussurgskij di fronte ai quadri. L’altra è formata di dieci parti, ciascuna con un titolo diverso, corrispondente ad una diversa immagine.

Nell’introduzione prevalgono, sin dalle prime battute solistiche delle tre trombe, i fiati. La luminosa consistenza, l’asciutta stringata bellezza di suono è un privilegio di questo brano. Non siamo che all’inizio di una serie ininterrotta di soluzioni tecniche stupefacenti. Già con il numero uno (Gnomus) queste sono così numerose che è impossibile citarle tutte: dal poderoso rilievo delle sestine alle secche sferzate della percussione; dal fruscio dei violini e delle viole al sottile e freddo suono delle trombe in sordina; dal corposo trillo del fagotto e del clarinetto alla vertiginosa conclusione. Qui, con continui scatti e sobbalzi inaspettati si vuole descrivere la figura grottesca di un nano.1

Il numero due (Vecchio castello) mette in rilievo la sensibilità per il melos. L’intensa pacatezza con la quale riescie a cantare la melodia popolare non ha precedenti per l’infallibile misura espressiva. Il dialogo fra i fagotti ed il solo quasi trovadorico del sax contrasta splendidamente con la poesia degli archi. Vi si descrive un castello medievale.

Si impone nel numero tre (Tuileries) l’affabile precisione del ritmo di allegretto, il quale si snoda con seducente flessuosità e leggerezza. Vi si descrivono le voci ed i giochi di bimbi nei giardini delle tuileriesdi Parigi.

Prevale nel numero quattro (Bydlo) l’inflessibile coerenza ritmica, la superba gradualità del crescendo. Vuole mettere in risalto la pesantezza, il faticoso incedere di un caratteristico carro usato dai contadini polacchi, con ruote altissime, trainato a fatica da buoi.

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Il numero cinque (Ballet des poussins dans leur cocues) va eseguito come un autentico scherzo, in bilico fra il gioco per bambini, l’ironia, il grottesco. Descrive il frenetico tentativo dei pulcini nel beccare e cercare di rompere il proprio guscio. Capolavoro di invenzione descrittiva, può assumere una dimensione surreale grazie all’assoluta perfezione tecnica.

Segue in netto stupendo contrasto il numero sei, l’episodio dei due ebrei polacchi che discutono, l’uno ricco e arrogante, l’altro povero e piagnucoloso( Samuel Goldenger e Schmuyle). Dopo la pesante introduzione il gioco strumentale è affidato interamente a due trombe che devono forare l’aria con superba precisione.

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Il numero sette (Limoges la marchés, la grande nouvelle) descrive la vita brillante e gaia di una piazza del mercato, dove nel chiasso si intrecciano grida e bisticci di comari. Un allegretto scherzando può divenire il culmine del virtuosismo in questa partitura: un virtuosismo moderno, rigorosamente stizzato, severo, persino caustico, che, salendo a temperature incandescenti, forma un forte contrasto con il numero otto (Catacombae, Sepulcrum romanum con morti in lingua morta), quasi una specie di corale russo, affidato interamente ai fiati, dove è possibile ricavare sonorità di poderosa consistenza. Vuole descrivere la visita alle buie catacombe di Parig; il clima tetro e pensoso delle catacombe si impossessa dell’autore che rivolge un pensiero all’amico pittore morto.

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Da qui in avanti l’itinerario si fa più complesso, per la ricchezza degli eventi musicali.

Dall’ultimo accordo in fortissimo del numero precedente, si passsa, con un mutamento improvviso, ad un panorama timbrico misterioso e poeticissimo:  il numero nove (La cabane sur des pattes de poule, Babayaga) dove si vuole descrivere la casa della strega Babayaga, famoso personaggio dei racconti popolari russi che uccide le vittime nella sua capanna, il più ampio.

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Nell’ultimo( La grande porte, dans la capitale de Kiev), il più complesso dei dieci, l’autore descrive uno scampanio festoso per la grande ed antica porta degli eroi di accesso alla città di Kiev, e riescie a mettere in luce soprattuto la varia meditata articolazione e la grandiosità dell’episodio. Non è facile descrivere ciò che la maestosità del decimo episodio può raggiungere per la dimensione epica della realizzazione. 

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Rosadstrada ringrazia il Maestro Paolo Mazza per la versione in prosa della partitura

                 Dedicato a mio fratello e al suo trombone

Postilla dolente: la musica di Mussorgskij non fu sufficentemente apprezzata dalla critica a lui contemporanea. Questo ed altri tragici eventi personali, fra cui la morte della compagna amata, fecero sì che egli sviluppasse la tendenza all’alcolismo. Morì nella solitudine. Sembra che in punto di morte abbia pronunciato la drammatica frase:

                              " Tutto è finito, il dolore sono Io! " 

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