Ti ripesco nelle primavere annunciate di boccioli alla bocca dei frutti maturi che mi saziano il tempo perduto per deliziare il palato con l’estate calda della mia passione in compasso d’oro con il tuo andare e venire sulle mie terre scoscese a issare bandiera di luna nella mia stanza ultraterrena sui timorati sospiri che ti lascio sul trono delle tue più belle imprese nel mio cuore regno unito alla vita che mi circonda e si da risposta univoca di bene e grazie per il pensiero di un nucleo che è già vita in circuito alla guida atomo di affetto preciso sconfinato retto dalla Divinità di questa idea che per Amore si chiama muta al suo pilota di idee senza fiato né parole che corrompono l’andare nostro in file che seguono fili di parche ai meriti degli Dei propizi ai campi di fiori che di non ti scordar di me fanno rosa