Risiede nella pazienza la nostra copia di felicità platonica con margini di errore oramai azzerati dalla guida alla mia concertata base di sapere filosofante amore mio e altri suoni corrotti contro il puro che mi riempie di coloro che hanno i miei colori nella aura che splendida si fa chiamare per poesia senza bassi ad altezze supreme con conchiglie che mi reggono la bellezza bianca della sposa Venere nuda in sonetti di canto a nebbie che invadono persino i mari mentre salgo anima dolce al mio cuore come sanno i tuoi occhi adesso hanno preso i miei nel celeste pur mosso a fuoco dal tuo sole altrimenti io luna io viso io sfera della tua vita sulla terra del giorno del canto e della notte delle stelle