Le nuvole tengono la pioggia sollevata su di un arco baleno secolo e io mi sposo con il suoi altri secoli di romanticismo per velare di nebbia il mio capo a Caligo che manda lo spirito ad un poema di città di asfalto che bianca mi ha desiderato in voce e in colore di sottile strofetta di canto ad acuto raggio voce bambina che mi placa il cuore dal basso e verso alto mi bussa alle porte di un mistero che taccciono esoterici i monaci e gli sciamani per sposare l’occulto conservando il ricordo della visione di Dio sulle strade della malizia atavica che armonizza spontaneamente i corpi nel tempio che si rivolgono i profili più proficui e prodigiosi alla luce dell’orda che si separa fra i visi corrotti e quelli corretti