Respiro l’ esalazione del tuo umore e mi ubriaco al distributore mentre mi giri fra pozze chimiche con le mani salde sui miei fianchi che ti trasportano sul circuito della mia frequenza a velocità di un rombo silente di motore immobile nell’ acume del piacere muoversi trasportati dal rischio di un impatto mentre mi curvi totalmente in un testacoda della lingua al traguardo trasognato fra specchi che totalizzano le immagini in un corridoio di riverbero di rischio quando la manetta si fa pesante e ti incatena nel tuo abitacolo mentre io sono l’unico possibile freno che tu abbia mai avuto su una pista correndo col telaio storto che rimetti in linea con il cambio e i piedi per atterrare e attirare e attimare il mio folle volo verso metriche di serpi snodate e smodate di strade incompiute