​Indovinami sempre la figura amore mio dammi con i gesti la giusta scusa alla mia maschera che solo a te è chiara quando mi innalzo sull’onda del nostro oceano infuso a vicenda mentre ci scambiamo da bere le tazzine dei respiri che si consumano nell’elisir che ci prepariamo a vicenda là dove il mare è camomilla e si può galleggiare mescolando zucchero con il veleno dei giorni intarsiando nelle vene ogni parola del mondo e del nostro sangue fare banchetto ad ogni tramonto come un cristo che si dona sull’ altare nascosto nelle cripte dove portiamo il nostro sacrificio in offerta al mondo così che possa vesperando il pensiero innalzarsi ad un nuovo giubilo di amore che con il cuori stretti fra la pietà per ogni altro cuore fra spade di cemento armato che si innalzano sulla capitale assediata dagli umori del mondo per tutti i giorni fino all’ultimo che mi dedicherà un cielo su cui tingere un tempo della mia esistenza che piove e spiove sul cobalto ardito ed aspirato mentre cresce e si espande la nostra anima che un giorno non potrà che lasciare il corpo per tornare nel nucleo essenziale il giorno che andremo a cercarci oltre il rapimento ed il desiderio della materia quando faremo l’amore nella totalità al di là delle passioni così emancipati da ogni nostro vizio di vivere