asfaltorosa

sfila la strada
in parallele fughe
passerella di re minore
sul lastrico denso di un solfeggiato passo
che scuce il suolo dalle corde tese a rondine
d’ogni nido a campana di cristallo
ove rifugia la notte
che si abita intera, nell’ora orizzontale
nell’immobile credo isolato di un colore solo
che chiude il labbro gonfio, come un tappeto sul passaggio segreto
dove sbocca ogni sentiero, alla foce della parola

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