ruggine di libidine
precipizio in un baratro di sguardi
mi ardi di parole e prolifichi lemmi
d’etimo nuovo d’un poetare voragini
che mi vorrei nascondere negli incavi
del corpo come l’asso nelle mutande
che mi vince ogni manovra di gioco
fra la mossa carta segnata da un tuo
umore labile come il tempo di un orgasmo
mentre bevo ti bevo e mentre mangio
ti mangio e ti sogno alla maniera
d’un Caravaggio vivente che mi colora
le membra d’un Cristo dannato perché
mi hai rubato anche l’unica croce che ebbi
per la vita e più non mi compiango ma
ti vorrei su una pergamena di Colombo
per avere la rotta dell’America in tasca
e morderti forte rubandoti mele come
un corvo nero che rapisce bambini
per farli miei e tuoi questi gesti paterni
che da sempre mi assillano le ore
e farmi crescere i fianchi di un tuo seme
ed essere pasoliniana alla corte del re
con 5 marmocchi ed un dente guasto davanti
ma con un sorriso che supera ogni possibile crisi
nella gioia di essere la tua patente per strada
sul cocchio che sale le montagne a motori di
mulini a vento spettinata come sei tu che
sei un pazzo a farti crescere i capelli come
tirabaci lasciando che io aspetti la tua bocca
che bacia la mia seconda bocca che fa rima con
fica!

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