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Tremano le armi d’un affetto mancato
nel bianco che bianco resta
come la morte su un lavoro incompiuto
scriverei di rosso questo se fosse un lamento
ma il sentimento ha già lasciato la fossa
alla più bassa delle prese lacrimogene
di questa camera a gas
dove si esala un respiro
in incipit al funereo mantello
che nero non s’appaga
dell’inchiostro versato
nel bianco che bianco resta
resterà forse il mio, il vostro nome
sulla chioma sbiadita
d’una candela come d’un santuario
che nelle mani di mille figli
esploderà come una bomba
nel loro battito sincopato
dell’amor esploso
in aria