Giampaolo De Pietro

inni in vani

Questa voce, un’avventura. Una leonessa come la canteresti. Il passo sonato, felpato, il fiato aggrappato all’intera savana del luogo innominato – wild – la natura che non si è mai dichiarata per nome – s’è solo espressa. Per un tempo immenso, che retrocede e disavanza. Canta, sempre. Esplode, riposa. Suona, stride, stona – respira, riintona – cade e preme, freme sempre, vive sempre viva. A fuoco, serena. Ombra ad acqua. Piana, altissima. Sia per sempre selvatica e salva è. Rugosa strada, pelle elefante, viso di una cometa. Trotterellio davvero per sempre – occhio sincero, perché niente. perché tutto è, sì. e il margine che da cantare, è, sempre. Essere innamorati, non lo dire, è un leone al femminile. Un confine senza punteggiature, come un occhio che non vede, e guada – e suona, di vita divivere

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