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esher genova sopraelevata

O se come il torrente che rovina | E si riposa nell’azzurro eguale, | Se tale a le tue mura la proclina | Anima al nulla nel su andar fatale, | Se a le tue mura in pace cristallina | Tender potessi, in una pace eguale, | E il ricordo specchiar di una divina | Serenità perduta o tu immortale | Anima! o Tu
Dino Campana

Oggi mi porta
fuori porta
il vento
alla ruota
che alza e spalanca
che apre i prati, i campi, le città
che allunga i fiori
che gira il merlo della gonna
alla bandiera
l’asta
a Porta di Vacca
il varco
fra il sasso delle mura
oggi che cemento rosa
se sbuco
giro
dopo giro
vi colo
se Soprana
a Piazza Dante
oltre l’altra porta
la copertina del libro
il cinguettio perfetto delle pagine
mentre spazzo le strade
di cip
con il cielo
che entra nelle tasche, pure
nell’urlo di un gabbiano
mentre mi sembra inutile
una riga fra i capelli
che specchiano l’onda
da mare
e volano gli uccelli
sui tesori seminando
acrobazia
che gira tutto
il tempo
ad un altro
tempo
ad un nuovo respiro
Tempio.

“Tomorrow Always Comes” (1941)