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“L’opéra-mouffe” (1958) – Agnès Varda

Senza luce
per il dirottamento di una stella
avremo carati di buio
per alimentare il nostro fuoco.
La luna stesa
che rotola nera dietro al sipario
sembra una palla da biliardo
la numero 8,
l’infinito.
E un cielo che è lo spazio
fra l’atmosfera e i corpi
vedrà congiunzioni

– e –

Ed è e sarà
che mi chiederai d’accendere
ancora, ancora e ancora
di bocca in bocca
saremo fumo grigio
fra gli anelli aspirati
celebrando in un rito etereo
ispirato dal f(i)ato
il nostro respiro
unisono.