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Non li ricordiamo
d'amnesia solipsismo
L'arco si quieta
nel buco nero della notte
Li abbiamo lasciati a tremare il loro nome
con la bocca di un porto
e mille cristi scesi a cerchio
nella città che aveva
le strade di carta igienica
Per ogni strappo
che abbiamo rubato
un gettone d'eroina nero
per chiamare la vita
con sinestesia
Ma non si muore
in verticale
e nemmeno in giravolte
nella curva di un attimo indietro 

e
quando mancano
tre parole
alla fine
—-
(lui continua) 

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