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Ti renderei la vendetta della notte
e del turgore delle orchidee
su quella carne tua che è le mie mani
sottratte al curvilineo tuo sostare
in forma di idea o concetto astratto
che mi rimiro in sogno ovunque
oniricamente presente al tatto
svanisci a me al primo sguardo
e tu che tieni gli occhi chiusi
per non vedere la mia figura
immaginala priva della sua scorza
soltanto un’anima che poi è cuore
mentre io imparo a non chiamare amore
solo un intreccio di parole e suoni

Potete trovare questa ed anche altre poesie su http://asfaltorosa.splinder.com

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