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I miei occhi
hanno i chilometri delle metropolitane.
Pupilla di un viaggio di sola andata
senza il biglietto.
Non ho bagaglio
nessun peso esteriore.
Ma trascino tonnellate di lamiera nelle vene
e chilometri
e chilometri
quando i ventricoli pulsano
l'acciaio fuso del mio cuore da fabbro.
Nel profondo
delle metropolitane
la vendetta agli spasimi della superficie.
Se stai sotto
con me,
se scendi
fino in fondo,
la luce non ti accecherà
ma imparerai l'occhio delle metropolitane
e perderai la vista
per l'ultimo fotogramma di una nuvola passeggera.
Sono io il conducente
finche il vagone va.
E quando il viaggio sarà finito
Ci sarà una festa sotterranea in mio onore
ai margini dei miei occhi di metropolitana.

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