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LA Meraviglia: Gli Uomini AlberoIl mio giardino      

 STORIA VERA

Camminavo in discesa verso il distributore automatico delle sigarette. Pensavo alla MERAVIGLIA. Ormai era un po’ d tempo che frequentavo il CANALE: sapevo che potevo spostarmi d realta’ in realta’ riuscendo a superare la soglia del varco che separa gli innumerevoli MONDI POSSIBILI.

Lo avevo gia’ fatto piu’ volte: avevo conosciuto "Il tunnel del terrore"( prima tappa in quel mio viaggio fantastico), "La sfera degli elfi", "Il mondo delle chitarre", "il Teatro: Una poltrona per tutti", "La centrale dell’energia", "La cattedrale delle estasi, "la strada rosa", la mia preferita, "Il giro del vento", "Il blocco del fumetto", "Il mazzo delle carte", "Il succhia anime", "Lo sguardo nel buio", "L’albero delle fiammelle", "L’antro sinistro" (altro luogo dove mi accocolo come un cucciolo nella sua tana), "Il regno dell’1", ecc, ecc.

A volte bastava fare un giro su me stessa per chiamare un luogo. A volte 2 di quei mondi si compenetravano facendomi vivere asperienze fantastiche di doppio livello.

Quella sera m ero persa. Non sapevo piu’ dove fossi. Ed era una sensazione che m deprimeva tantissimo, mi dava ansia, perche’ avevo il timore d trovarmi nella mera realta’ del quotidiano dei piu’, luogo dove non muovo un passo senza inciampare: non sono capace d viverla, mi mancano troppe funzionalita’ dell’emisfero sinistro per riuscire a viverla appieno, godendone, come invece si dovrebbe saper fare. M. R. Q. (mera realta’ quotidiana): qualla per me e’ il Nulla.

Avevo chiamato il Gemello, un vecchio amico sempre pronto a darmi calore nei momenti di sconforto, e mi accingevo ad entrare nel pub di Multedo senza troppe pretese, con la sola voglia di bermi una cosa e di correre con Gemy ai giardini "J. Lennon" a fumare la nostra solita canna serale.

LA MERAVIGLIA ERA LI CHE MI ASPETTAVA!!  Non so come ho fatto a chiamarla quella volta; e’ arrivata, e questa, forse, e’ l’unica cosa che conta.

Ordino qualcosa al banco. Un uomo sui 35 anni, con lunghi capelli sciolti sulle spalle, il viso piu’ che scarno, vestito come un boscaiolo, prende a fissarmi. Mi accorgo che non e’ solo in quel posto: lo accompagnano altri 2 uomini, in tutto e per tutto simili a lui. Mi guarda negli occhi, poi richiama la mia attenzione servendosi della sua postura e comincia a disegnare con le lunghe e sottili dita strani segni nell’aria davanti al mio volto. Io la prendo come una trovata per attaccare bottone e, di rimando, sollevo una mano nell’aria e compio….un’opera d’arte. Non so come ho fatto, che cosa sia successo, quale donna dentro di me abbia compiuto quel gesto, ma so che era un gesto perfetto. La danza di una strega che chiama a se i suoi poteri magici. E’stato come quando ho saltato dal poggiolo: era semplicemente un atto compiuto con arte perfetta.

Nell’uomo davanti a me leggo stupita paura e sorpresa. I suoi occhi s fanno enormi e pieni di TERRORE (giuro!). Il suo viso e’ ora rosso, carico del sangua che gli e’ salito im direzione del cervello. All’improvviso comincia a gridare a locale colmo di gente:"NO! SEI UNA MAGA, BRUTTA VECCHIA, VAI VIA!". Posiziona le sue braccia a croce, come si fa per allontanare i vampiri, e i suoi amici fanno lo stesso, come in una coreografia di un balletto, in contemporanea col primo d loro. Io sono spaventata, non capisco…..cosa vogliono dirmi? Mi accorgo che i tre uomini in quella posizione sembrano alberi, SONO DIVENTATI DI LEGNO! I miei battiti cardiaci si accellerano. Non sono piu’ a Genova, in un pub, nell’anno 2004 d.C. Mi trovo im una taverna di una foresta incantata del 1300.

Vedendo che non ero intenzionata ad  uscire dal locale dal primo degli uomini albero un ultimo avvertimento:"OCCHIO DI BECCO RIMANI SECCO!".

Il proprietario del locale sbianca e non ha il coraggio di voltarsi verso di me, benche’ io stia fissando il suo viso in cerca di aiutoantica romana. Sta guardando i tre uomini albero e trattiene il fiato. I suoi occhi di pietra. A quel punto SCAPPO!  E dentro di me un turbine di sentimenti che vanno dalla paura allo stupore, dalla gioia alla MERAVIGLIA! Corro col Gemello ai giardini da Lorenzo, uno dei miei piu’ vecchi amici, e gli racconto tutto. Lui mi conosce, conosce la mia vita. legge la mia anima meglio di altri. Coglie le note appena accennate. Non sa fare altro che dirmi: "IO mi tocco i coglioni". Mentre pronuncia questa frase guardo i suoi occhi e non vedo piu’ il bel colore blu che li contraddistingue: striscie rosse e nere si alternano nelle sue orbite……..

OCCHIO DI BECCO RIMANI SECCO, OCCHIO DI BECCO RIMANI SECCO………!!!!