Tag

, , ,

amantiIL SOLE ALLO ZENIT

Quella sera era venuto li’ con l’intenzione d scoparmi , ma io nn lo sapevo.

Abbiamo parlato del piu’ e del meno per un’ora prima che prendesse un mio piede nella sua mano e cominciasse ad accarezzarlo con una passione che non avevo ancora conosciuta…

Eravamo in quel buio della notte, illuminata solo dagli sporadici lampioni del mio cortile e da qualche finestra dalla quale filtrava la luce dei televisori accesi.

Io ero completamente innamorata da circa 3 anni di quell’uomo-bambino dagli splendidi occhi azzurri. Non avrei potuto sottrarmi al suo abbraccio neanche sotto tortura.

Mi prese per mano e mi condusse nel boschetto che sovrasta il mio quartiere. Anche li potevamo essere visti ma il letto d foglie morte, che c assicurava un comodo giaciglio, era troppo invitante per potergli rifiutare i nostri corpi.

IO NN VEDEVO CHE L’IDEALIZZAZIONE DELLA MIA PASSIONE CHE SI MATERIALIZZAVA COME UN MIRACOLO SOTTO I MIEI OCCHI!!!!!!

Prese a baciarmi, ma prima d farsi piu’ audace mi confesso’, come a darmi conferma d quello che sentivamo entrembi : " Sei sempre stata il mio SOGNO Fra…"

Poi m tolse d dosso quel poco d vestito che m copriva e imizio’ a prendere fra le mani il mio seno con una gestualita’ che esprimeva sicurezza e passione insieme. Mi bacio’ i capezzoli con dolce risolutezza e io non potevo fare altro che pensare a quale meraviglia del creato siano due corpi che per la prima volta s accingono a conoscersi in un rapporto d’amore. Lo guardavo attonita e gustavo i suoi baci.

Gli piaceva il mio culo e ripensando alla forma che aveva in quel tempo non posso che dargli ragione: lo accarezzo’ e, prendendomi alla sprovvista, comincio’ a prenderlo a morsi, caldi e vogliosi: voleva portarselo a casa!!!!

Ma il momento che proprio mi fece capire PERCHE’ VALGA LA PENA VIVERE! malgrado la merda che siamo costretti a mangiare ogni giorno fu’ quando mi distese sulle foglie, mi prese una coscia fra le mani e infilo’ la lingua sotto le mie mutande.

Non avevo mai provato un ESTASI d quel genere e penso che non possa succedere che io possa godere una seconda volta come quella prima magnifica sera d’estate.

Ero la Madonna che s concede a S. Giuseppe. Nessun gioiello, quadro, sinfonia poteva essere piu’ prezioso d me in quel momento. Lui era il Sole e io la Luna e ci univamo in quella sera afosa per suggellare una storia che aveva fatto nascere l’amore da un’amicizia sincera e profonda, nella quale l’empatia toccava vertici spropositati….

Era come se stessi godendo mentre dicevo una preghiera, m sentivo pura, una vergine, una novizia.

Quel momento e’ per me il MEZZOGIORNO DELLA VITA, il metro con cui misuro ogni rapporto d’amore. E, seppur lui non sia l’uomo verso il quale abbia nutrito maggior passione nella mia vita, e’ e restera’ il mio SOLE ALLO ZENIT.                                                                                                                                                       

GRAZIE L.

Annunci